Chiara #61: soft skills
Non sono solo cose da femmine
Le soft skills sono cose da donne?
La risposta è un forte e chiaro NO.
Tuttavia accade questo: le diamo per scontate, spesso senza nemmeno accorgercene e per abitudine si pensa facciano parte del dna femminile.
“So ascoltare”, “so mediare”, “capisco facilmente le persone”, “sono empatica per natura”, ed è proprio perché ci sembrano naturali che tendiamo a non riconoscerle come competenze vere.
Quelle competenze che si possono e si devono allenare. Per cui si possono trovare le parole giuste per raccontarle e per metterle in risalto perché sono fondamentali per le relazioni, a maggior ragione nei rapporti professionali.
Ma oggi qualcosa è cambiato.
Con l’AI che sa scrivere, calcolare, sintetizzare al posto nostro, sono proprio le soft skills a restare squisitamente umane: l’empatia, l’ascolto, l’intuizione, la capacità di leggere cosa accade dentro la stanza.
Questo è ciò che fa la differenza tra un contributo sostituibile e uno che non lo è.
A parità di competenze tecniche eccolo il vero vantaggio competitivo.
Senza distinzione di genere.
Oggi Chiara parla di soft skills: degli stereotipi e di quell’aggettivo “femminili” che ci fa storcere un po’ il naso, al perché oggi valgono più che mai, e come portarle finalmente in CV e colloquio con la sicurezza, e il valore, che meritano.
Le soft skills sono un tesoretto: solo se le nutri e le metti a frutto.
Soft skills: tu come le racconti?
Che storia! Angela De Marco
Angela De Marco ha uno spirito esplorativo e una tensione naturale a guardare avanti. Stratega di marca e fondatrice di The 25 Effect, ha lavorato per grandi agenzie in Italia e all’estero prima di creare la propria strada: più piccola, più allineata, più sua.
“È buffo, dopo tutti gli studi che ho fatto, la cosa che mi viene maggiormente riconosciuta è una capacità trasversale, che non ho studiato da nessuna parte e per la quale ho dovuto lottare con la timidezza: è la capacità di unire, di intrecciare le persone e le organizzazioni intorno a centri d’interesse e progetti comuni.”
Angela De Marco da bambina aveva avuto il periodo della cantautrice segreta, solo chiusa in camera a chiave con nessuno che la guardasse. Poi è arrivato quello dell’esploratrice, e poi quello della pubblicitaria. A farle compagnia una timidezza di fondo combattuta tutta la vita, ma alla fine sconfitta dal desiderio di dire e di far arrivare a destinazione tutto ciò che ritiene importante.
Oggi Angela è una stratega di marca: aiuta le imprese a trovare gli elementi di unicità nascosti nella loro storia, nei loro processi e prodotti, nelle persone che le abitano. Li aiuta a farli emergere attraverso il racconto e i canali più appropriati.
É speaker su palchi internazionali e docente presso università e academy aziendali.
Il giro largo per arrivare dove voleva
Angela aveva sognato di fare la pubblicitaria ma al momento di scegliere l’università aveva optato per architettura, pur sempre creatività, ma solida. Un compromesso con se stessa che però, nel tempo, si è rivelato fecondo.
“Con un giro progressivamente più ampio sono riuscita a entrare nel mondo del design, della comunicazione e del marketing e oggi lavoro sul dare visibilità e forza comunicativa alle belle imprese, le idee che muovono le cose e vanno tirate fuori dai cassetti. L’ampiezza del percorso ha dato sicuramente un’impronta personale al modo in cui lo faccio.”
Negli anni ha lavorato in Italia e all’estero, per grandi agenzie e grandi clienti di ogni settore. E qui stava la bellezza del lavoro: cambiare continuamente categorie merceologiche, codici, linguaggi, scoprire le convenzioni di un settore per vedere cosa potesse essere raccontato diversamente grazie a uno sguardo da outsider.
Con il tempo è emersa una crepa.
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Soft skills “femminili”: come valorizzarle nel CV e nei colloqui
articolo formativo a cura di Cristina Coppellotti - Responsabile della Formazione, Sviluppo di Carriera, Diversity & Inclusion Piano C
La premessa polemica
Soft skills femminili: parliamone!
Da quando mi occupo di questioni di genere, uno dei temi che forse mi capita di affrontare più spesso — a livello professionale come nella vita di tutti i giorni — è quello delle “cose da maschi” e delle “cose da femmine”. E il “da femmine”, troppo spesso, scivola nel limitante, quando non nel dispregiativo. Io non credo esistano lavori da maschio o da femmina, così come al parchetto ho insegnato a mia figlia che non esistono giochi da maschi o da femmine, né colori da maschi o da femmine.
Un giorno, a tre anni, un amichetto le ha detto che la sua spada che faceva le bolle, arancione, era “da maschio”. Lei gli ha risposto: “Non ci sono colori da femmina o da maschio, solo colori che ci piacciono o non ci piacciono”. In quel momento ho sentito di aver fatto un buon lavoro. Per lei, e forse anche per l’amichetto, che magari per un attimo avrà guardato ai colori in modo un po’ meno rigido.
Soft skills... femminili?
È anche per questo che faccio fatica a portare avanti la narrazione delle competenze “da maschi” e “da femmine”: rischia di perpetuare esattamente gli stereotipi che vorrebbe superare, costruendo gabbie che finiscono per limitare tanto le donne quanto gli uomini. Le chiamano così quasi ovunque, però: soft skills femminili. Empatia, ascolto, capacità di mediazione…
È la narrazione mainstream, quella che trovi nella maggior parte degli articoli su questo tema, e infatti anche il nostro titolo la usa, perché è così forse tutte noi le cerchiamo su Google. Ma da qui in poi ti proponiamo di guardarla con un occhio un po’ diverso.
Dire che empatia e ascolto sono “femminili” sembra un complimento. In realtà rischia di fare l’opposto di quello che promette: invece di valorizzare queste competenze, le naturalizza. Le trasforma in un dono che “viene naturale” alle donne, invece che in competenze costruite, allenate, spesso a caro prezzo.
E se una cosa è “naturale”, non va riconosciuta.
Non va pagata.
E in un CV, rischia di restare sottotraccia, perché “la fanno tutte”.
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📰 La soft skills da coltivare per la tua carriera? La curiosità! I team guidati da persone curiose sono più creativi del 30% e hanno una maggior capacità di problem solving rispetto a quelli che si limitano a seguire processi consolidati (fonte: Harvard Business Review, 2025). Leggi il nostro articolo sul blog e lasciati ispirare dalla curiosità, sei nel posto giusto!
💡E poi c’è il pensiero creativo: le soft skills non vivono isolate, si allenano una alla volta ma lavorano in squadra. Se ti sei persa la puntata sul pensiero creativo, recuperala sul nostro canale instagram: è il primo tassello di un percorso che continua, carosello dopo carosello, con le competenze che oggi fanno davvero la differenza.
📮Le newsletter a cui iscriversi? Epistulae Mulieris di Mulieris Magazine e inizia da questo numero “Cambiare è l’inevitabile processo chimico che ci consente di vivere”.
📕Angela consiglia:
📖Primavera Silenziosa di Rachel Carlson, uno dei testi fondamentali dell’ambientalismo. Ha saputo unire dati scientifici rigorosi e la forza della scrittura letteraria, riuscendo a convincere opinione pubblica e istituzioni, in particolare attirò l’attenzione di Kennedy, dei costi invisibili dell’uso del DDT in agricoltura, facendosi catalizzatore del dibattito che portò nel 1972 al divieto del DDT negli Stati Uniti per la maggioranza degli usi agricoli.
📖La scatola delle lacrime di Han Kang, una fiaba per adulti in un libricino piccolissimo e prezioso, sul potere rigenerativo e universale delle lacrime. Una vera carezza per chi, come Angela, si è sempre sentita dire di piangere troppo.
📽️No Good Men: un film di una bellezza sorprendente, assolutamente necessario, di Shahrbanoo Sadat, cineasta e attrice afghana.
🎙️Il podcast Alfa di Fiorella Annunziata che aiuta a guardare l’insuccesso come leva evolutiva.
🔥Ad agosto torna sul nostro canale Instagram la rubrica Piano C Summer: ci saranno un po’ di consigli direttamente da… alcune professioniste che abbiamo conosciuto in questi mesi, hai capito di chi stiamo parlando?
🏖️Se mi rilasso, collasso: la calura non ci lascia, la pennichella è dietro l’angolo: godiamoci un po’ di riposo e… per tutto il resto, “ne riparliamo a settembre”!
💸Tempo di dichiarazione dei redditi: SCEGLI TU a chi vuoi donare il TUO 5x1000💸
Lo sapevi che se non inserisci il CF specifico, sarà lo Stato a scegliere a chi devolvere la tua quota? Fai valere il tuo diritto di scelta, sarebbe un peccato perdere questa occasione per sostenere il talento femminile insieme a noi!
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Ecco la grafica di lancio di questo numero di Chiara.
Puoi usarla come screensaver del tuo smartphone o nelle tue stories di Instagram (nel caso ricordati di taggare @pianoc_mi, ci farebbe piacere!)
AAA Cercasi creatrici di nuove sinergie
Ci piacerebbe trovare aziende e associazioni che condividano i nostri valori, con cui costruire un dialogo attorno alle parole di Chiara e che siano disposte a sponsorizzare un numero della newsletter.
Se lavori in un’azienda a cui potrebbe interessare supportare Chiara scrivici: non vediamo l’ora di iniziare a progettare un nuovo numero!
Al prossimo numero!
Grazie per aver letto fin qua. Se hai apprezzato Chiara, inoltrala a chi tieni, condividi i post che ti hanno colpita di più e se ancora non lo fai, seguici su Instagram e LinkedIn: sharing is caring. L’abbiamo già detto? 😉
Chiara è un lavoro collettivo, in questo numero ringraziamo:
Fabiola Noris curatrice, Angela De Marco per Che storia!, Cristina Coppellotti per l’articolo formativo e Laura Chiarakul per la grafica.









grazie :)
Yeeeee è arrivata Chiara!!! E grazie per la menzione 🥰