Chiara #59: conciliazione vita-lavoro
Non esiste.
Questo non è un numero dolce legato alla conciliazione.
Oggi Chiara non ti dirà che se vuoi puoi o che è tutta questione di testa.
La conciliazione non esiste.
Non a queste condizione, in questo momento storico e culturale. Sì certo, le cose si stanno muovendo, la consapevolezza è in aumento ma i numeri parlano chiaro.
E ogni anno a maggio proprio nel mese in cui maternità e lavoro si intrecciano in due celebrazioni, ci ritroviamo tra le mani il report di Save The Children Le equilibriste 2026 - La maternità in Italia. E le mani ce le metteremmo volentieri nei capelli per la disperazione.
Direttamente dal report:
La nascita del primo figlio segna dunque uno spartiacque nelle traiettorie lavorative di donne e uomini in Italia. Con la transizione alla genitorialità si apre una divergenza netta: l’occupazione femminile diminuisce rapidamente e resta stabilmente più bassa negli anni successivi, mentre quella maschile non subisce variazioni significative.
Eccola la Child penalty.
Quasi 1 donna su 4 (tra i 25 e i 34 anni) dice di “non avere condizioni lavorative adeguate per avere un figlio”
Circa la metà ritiene che l’arrivo di un figlio possa peggiorare le proprie opportunità di lavoro, percentuale che sale al 65% tra le giovanissime (18-24 anni).
La conciliazione non è un favore, né un’abilità individuale da coltivare anzi, molte volte è frutto di un privilegio che si materializza ad esempio nei nonni onnipresenti o nella cura di una tata tuttofare, e proprio finché resterà una questione (o forse dovremmo dire problema?) privato, continuerà a essere un privilegio per poche.
Non si tratta di una questione che riguarda solo chi è già madre, ma anche chi sta pensando di diventarlo e chi invece sceglie di non avere figli perché non ci sono le condizioni.
E mentre continuiamo a leggere report che fotografano equilibri difficili da realizzare, noi decidiamo di non fermarci ma di creare spazi, strumenti, reti e cultura perché lavoro e vita non siano costantemente in competizione, proprio perché la conciliazione va progettata, sostenuta, praticata ogni giorno.
Dalla formazione alle community, dai servizi ai progetti con aziende e organizzazioni, continuiamo a trasformare un bisogno collettivo in azioni concrete, perché senza un cambiamento reale delle condizioni, la conciliazione continuerà a essere un esercizio di equilibrismo sulle spalle delle donne.
Non solo a maggio ma tuttol’anno.
Conciliazione vita-lavoro, work-life balance, noi preferiamo parlare di sinergia:
raccontaci la tua esperienza!
Che storia! Alice Cannone
Alice Cannone ha un contratto a tempo indeterminato, poi con l’arrivo del terzo figlio la sfida della conciliazione vita-lavoro si trasforma in un tetris che si complica inesorabilmente. Fermarsi diventa il primo passo per riprogettare il proprio equilibrio e dare vita a un progetto che trasforma la fatica quotidiana in comunità, sostegno e nuove possibilità per le madri.
“Le difficoltà non sono mancate, e ancora non mancano, perché provare a tenere insieme tutto, lavoro-famiglia-sogni condivisi-bollette a fine mese- è il tetris dei nostri tempi.”
Alice Cannone, una laurea in giurisprudenza, un master SDA Bocconi in Management del non profit e altri 3 master molto pragmatici che la chiamano mamma.
Oggi ha un lavoro part-time in un’associazione che si occupa di adozioni internazionali: si occupa dell’iter procedurale delle adozioni dal punto di vista burocratico fra prefetture, tribunali.
“Questo lavoro è un passaggio determinante per vedere quanto è potente l’Amore in azione e quanto è incredibile vedere come ci si possa scegliere ed essere famiglia quando ancora ci sono km di distanza.”
Ma oltre al part-time, Alice ha quello che definisce il suo passion project, MammaTeca A.P.S nato dall’esigenza di trovare una risposta a “chi fosse veramente” e di restituire al mondo con gratitudine il bello che aveva ricevuto in momenti difficili.
Alice ha sempre lavorato nel non profit e nel fundraising, si occupava di comunicazione e realizzazione di eventi ma è con l’arrivo del terzo figlio che l’asticella della conciliazione si sposta troppo in alto e decide così di dare le dimissioni da un contratto a tempo indeterminato.
“Sento ancora chi mi da della matta, ma ho scelto di prendere del tempo per me, sentendo che quella era la decisione migliore: fermarsi per poi in qualche modo ripartire.”
WORK DESIGN: dai vita alla tua sinergia.
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Conciliazione vita-lavoro: strategie concrete per donne che lavorano
articolo formativo a cura di Cristina Coppellotti - Responsabile della Formazione, Sviluppo di Carriera, Diversity & Inclusion @Piano C
Conciliazione vita-lavoro: ne parliamo proprio a maggio il mese in cui si celebra la festa della mamma. Ma anche e soprattutto il mese che si apre con la festa dei lavoratori. È anche un periodo che ci avvicina alla fine dell’anno scolastico — un periodo spesso di grande stanchezza, almeno per me — un momento in cui mi fermo a guardare come sto davvero. Come persona che lavora, che si prende cura, che cerca di fare tutto senza perdere di vista sé stessa.
È un buon momento, insomma, per riportare al centro una questione che riguarda moltissime donne: il rapporto tra vita e lavoro.
In Piano C, però, e chi ci conosce da tempo lo saprà bene, preferiamo parlare di sinergia vita-lavoro, più che di conciliazione.
La parola “conciliazione” mi ha sempre un po’ disturbata. Suggerisce l’idea di due parti in conflitto, nemiche per natura, da tenere in equilibrio con fatica e costante vigilanza. Come se vita e lavoro fossero due litiganti da separare, e il nostro compito fosse quello di fare da arbitri, ogni giorno, senza mai abbassare la guardia.
La sinergia, invece, apre a una prospettiva diversa: non due mondi che si ostacolano, ma dimensioni che possono dialogare, sostenersi e — in alcuni momenti fortunati — anche arricchirsi a vicenda.
Non si tratta di negare la complessità. Non si tratta di fingere che sia tutto facile. Si tratta di spostare la domanda:
non più “come faccio a tenere tutto insieme?”, ma “come posso costruire un sistema di vita e lavoro più sostenibile per me, nel tempo?”
Perché quello che funziona in una fase della vita può non funzionare più in un’altra. E la vera competenza sta anche nel fermarsi, periodicamente, a chiedersi:
cosa regge ancora?
cosa non è più sostenibile?
cosa va redistribuito?
cosa può essere semplificato o lasciato andare?
Queste non sono domande di debolezza. Sono domande di lucidità.
📖 Quando l’abbiamo intervista per Che storia! nel 2024 stava prendendo forma e ora il libro di Nina Gigante | Salute Olistica dedicato alla matrescenza è uscito. Supernova. Quando nasce una madre: le trasformazioni di cui nessuno ti ha mai parlato. Diventare madre non è un interruttore che si accende con il parto, ma un evento cosmico fatto di collasso e rinascita insieme. Un libro per ripensare il concetto di maternità e smontare i miti più tossici della nostra cultura.
📚A proposito di linguaggio: la parola matrescenza è stata coniata per la prima volta nel 1973 ma a oggi è ancora invisibile e in molti dizionari manca. Peanut e Tommee Tippee stanno portando avanti una campagna a questo proposito: la trovi qui.
🌎 Idea last second per oggi e domani a Milano? A BASE, dove siamo di casa, oggi c’è la seconda delle tre giornate di WeWorld FESTIVAL, talk, performance, mostre, musica e attivazione collettiva per rimettere al centro i diritti delle donne, delle ragazze e delle nuove generazioni. Il tema di quest’anno: “Unite & Plurali - meglio parlarne prima che mai”, un invito a creare spazi di dialogo capaci di attraversare differenze, conflitti e complessità. Dai un’occhiata al programma di oggi e di domani!
📰 Maternità e lavoro, direttamente dal nostro blog: 4 stereotipi sulla maternità e come sconfiggerli
📮Le newsletter a cui iscriversi?
Rompere le uova di Ilaria Maria Dondi, la newsletter che “parla di scelte e diritti riproduttivi (che sono anche diritti a non riprodursi, o a farlo in tempi e modi non previsti dall'ordine costituito), senza squadre e senza opporre chi ha figli a chi non ne ha.” Parti da questo numero: Quante ragioni abbiamo per (NON) avere figli.
Giulia Blasi | Servizio a domicilio nell’ultimo numero I figli voluti che il governo non vuole parla di Arkansas. Storia di mia figlia, il nuovo libro di Chiara Tagliaferri. Giulia Blasi ne fa un’analisi approfondita e puntuale, leggila!
📕Alice consiglia:
Il codice dell'anima di James Hillman, perché ognuno di noi, già alla nascita, ha un seme che ci chiama a realizzare qualcosa di altrettanto unico: è la ghianda che racchiude in sé il potenziale destino di quercia. È di quella ghianda che dobbiamo imparare a prenderci cura.
Ancora 2 date: ci sarai?
Il 20 e il 28 maggio ci troviamo online per il secondo e il terzo incontro gratuito.
Durante ogni incontro scoprirai con Cristina il nostro metodo Work Design che unisce Design Thinking, Empowerment e Storytelling: mercoledì 20 Valeria ti guiderà nei meandri di LinkedIn mentre giovedì 28 Giorgia ti porterà a guardare nella tua intelligenza emotiva.
Infine non mancherà il momento Q&A per rispondere a domande e chiedere tutto ciò che vuoi sapere su Piano C, sul nostro percorso gratuito in partenza a settembre oppure sulle consulenze 1to1: preparati la lista!
Iscriviti e segna in agenda:
📅 Mercoledì 20 maggio dalle 18.00 alle 19.30
📅 Giovedì 28 maggio dalle 13.00 alle 14.30
La partecipazione è gratuita ma è necessaria l’iscrizione.
Rozzano, Peschiera Borromeo e San Giuliano Milanese: parte DigitalSwitch by ReadyForIT
Stiamo già raccogliendo le adesioni per la formazione gratuita di cui siamo partner in ambito IT selezionato e finanziato dal Fondo sociale europeo plus 2021-2027 nell’ambito del bando ZERONEET – Reti di opportunità per l’inserimento occupazionale e le competenze.
I percorsi online flessibili sono su tre livelli:
Alfabetizzazione ai Dati
Fondamenti di Programmazione Software
AI per il Marketing Digitale
Inoltre DigitalSwitch supporta l’ingresso nel mondo del lavoro con orientamento, preparazione al colloquio e strumenti per la ricerca attiva.
Se conosci giovani ragazzi e ragazze tra i 18 e i 29 anni che non studiano e non lavorano, residenti a Rozzano, Peschiera Borromeo e San Giuliano Milanese condividi questa opportunità.
Per dubbi e domande scrivici a dillo@pianoc.it
💸Tempo di dichiarazione dei redditi: SCEGLI TU a chi vuoi donare il TUO 5x1000💸
Lo sapevi che se non inserisci il CF specifico, sarà lo Stato a scegliere a chi devolvere la tua quota? Fai valere il tuo diritto di scelta, sarebbe un peccato perdere questa occasione per sostenere il talento femminile insieme a noi!
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1 regalo per te
Ecco la grafica di lancio di questo numero di Chiara.
Puoi usarla come screensaver del tuo smartphone o nelle tue stories di Instagram (nel caso ricordati di taggare @pianoc_mi, ci farebbe piacere!)
AAA Cercasi creatrici di nuove sinergie
Ci piacerebbe trovare aziende e associazioni che condividano i nostri valori, con cui costruire un dialogo attorno alle parole di Chiara e che siano disposte a sponsorizzare un numero della newsletter.
Se lavori in un’azienda a cui potrebbe interessare supportare Chiara scrivici: non vediamo l’ora di iniziare a progettare un nuovo numero!
Al prossimo numero!
Grazie per aver letto fin qua. Se hai apprezzato Chiara, inoltrala a chi tieni, condividi i post che ti hanno colpita di più e se ancora non lo fai, seguici su Instagram e LinkedIn: sharing is caring. L’abbiamo già detto? 😉
Chiara è un lavoro collettivo, in questo numero ringraziamo:
Fabiola Noris curatrice, Alice Cannone per Che storia!, Cristina Coppellotti per l’articolo formativo e Laura Chiarakul per la grafica.










